Qualche giorno fa un amico mi ha fatto leggere un articolo pubblicato da Wired in cui si dice che il SEO è morto, sono andato a leggere con tanta (ed immeritata) attenzione per capire le motivazioni che spingessero il giornalista ad un’affermazione del genere.

Sinceramente, l’unica risposta che sono riuscito a darmi è che i blogger scrivono per passione e perchè desiderano scrivere di ciò che sanno, i giornalisti invece scrivono perchè DEVONO, scrivono perchè SONO PAGATI PER FARLO e spesso scrivono di argomenti di cui non sanno assolutamente nulla.

“Se sei un SEO perchè cavolo fai il giornalista? ” Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente. E la risposta ovvia è che NON si tratta di un SEO ma di un giornalista che parla di SEO, diciamo che è come se domani mi mettessi a scrivere di vini pregiati sul mio blog, vi assicuro che il risultato sarebbe esattamente lo stesso di quello ottenuto dall’articolo di Wired che potete leggere qui

http://daily.wired.it/news/internet/2013/08/09/seo-morto-lunga-vita-allo-smo-google-pubblicita-463637.html

La chicca di saggezza potete leggerla a questo punto:

“Nel peggiore dei casi, il Seo si traduce nel rendere i contenuti web meno interessanti per i lettori ma migliori per i robot dei motori di ricerca e per i misteriosi algoritmi di Mountain View”. Senza considerare i social media, che rubano ai motori di ricerca fette di utenti sempre più consistenti: nel 2012, secondo un rapporto di Forrester, sono stati responsabili del 32% delle scoperte online, contro un 54% dovuto a Google e simili. Ci siamo quasi, insomma.

Sapete che qualche giorno fa, per la prima volta nella storia, Google e tutti i suoi servizi sono stati DOWN (non hanno funzionato) per circa 5 minuti ed il TRAFFICO WEB MONDIALE ha avuto un crollo quasi del 40% ??!?!

leggete qui : http://www.corriere.it/tecnologia/13_agosto_17/google-bloccato-quattro-minuti-traffico_7a02d9f0-074f-11e3-9c6f-1ce18bc58c39.shtml

 

Beh tanto per, vi allego qualche screenshot delle statistiche di siti web che sto curando, per dimostrarvi che il SEO (so che molti dicono LA SEO perchè è “la” ottimizzazione per i motori di ricerca ma odio dire LA SEO, diciamo che io intendo IL LAVORO SEO) non è assolutamente morto, anzi è alla base del successo di qualsiasi sito web, è l’unico e solo modo per valorizzare i contenuti di un sito web!)

Case Study SEO 1

Senza le attività il sito avrebbe subito il calo estivo, si prospetta una forte crescita a settembre

case 1

Case Study SEO 2

Un sito web praticamente morto, diventato leader di settore dopo l’ottimizzazione SEO

case study seo 2

Case Study SEO 3

Raddoppiate le visite in pochi mesi

case study seo 3

Case Study SEO 4

La vera differenza tra un sito non ottimizzato ed uno ottimizzato, un’esplosione di visite

case study seo 4

Il social sarà anche interessante ma c’è da dire alcune cose:

  1. Quando si cerca l’interazione diretta con degli utenti, inevitabilmente, quello che si mette in gioco è il trust (credibilità)
  2. Nel momento in cui ti proponi devi farlo bene perchè se ti proponi in maniera “indelicata o aggressiva” il tuo trust scende
  3. Il social è più impegnativo del SEO, richiede più ore di lavoro e costa di più se fatto bene ma, a differenza del SEO, può fare gravi danni di immagine
  4. Il social va curato per sempre come il Pay Per Click, con il SEO semini e raccogli, se poi vuoi seminare ancora sei libero di farlo ma non sei obbligato
  5. Quando provi a tutti i costi (con il social) di promuovere un prodotto scadente o mediocre il tuo trust scende a zero e diventi fastidioso per l’utente se insisti nel promuoverti. Se invece vieni trovato sui motori di ricerca al massimo vieni ignorato ed hai il tempo ed i mezzi per capire che non sei all’altezza e dovresti fare di meglio, ma di certo non ti sei bruciato.

Questi solo alcuni dei punti ma riflettendoci un po ne uscirebbero a decine.