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SEO – distrust

Pubblicato il 3 agosto 2007 da

Ultimamente mi è capitato di leggere alcune considerazioni riguardanti il trustrank ed il modo in cui si propaga il distrust. Per chi fosse nuovo del settore SEO o per chi avesse difficoltà con l’inglese, trust significa fiducia quindi il trustrank indica quanto Google si fidi del nostro sito mentre distrust significa sfiducia. Molto probabilmente il parametro TrustRank è influenzato non solo dall’attendibilità dei siti che ci linkano ma anche dal lavoro svolto dai quality rater di google (recentemente google ha assunto persone che facessero il controllo di qualità sui risultati di ricerca). Premesso questo ritorno al discorso iniziale ossia alla propagazione del distrust (sfiducia) tra siti web attraverso links. Qualcuno afferma che se il nostro sito viene linkato da siti che abbiano un forte distrust (siti di spam) acquisisce automaticamente un voto di sfiducia da parte di google, in pratica vedono un link da un sito con distrust come una malattia infettiva che se ti tocca ti infetta senza via di scampo. Questa affermazione è a mio avviso di quanto più sbagliato si possa pensare e vi spiego anche perchè.

Chi ha progettato Google o altri motori di ricerca sa benissimo che la concorrenza tra siti è spietata ed avrà sicuramente fatto in modo che tutti fossero responsabili delle proprie azioni e non influenzabili da quelle altrui spesso dedite al boicottaggio/sabotaggio della concorrenza. In una prima fase Google ha premiato fortemente i siti più popolari e graditi sul web (più linkati), poi una volta acquisiti questi dati di base ha potuto rifinire gli algoritmi di ricerca introducendo nuove variabili alle funzioni per il ranking.

FASE 1: Acquisizione
Nella prima fase, l’era PageRank, google ha premiato i siti che avessero più link da siti importanti quasi come se pensasse: “Se un sito importante ha linkato questo nuovo sito vorrà pur dire che i contenuti avranno un certo rilievo”. In questa prima fase si sono messe le fondamenta per una solida base dati su cui lavorare ma ciò non significa che i risultati di ricerca fossero attendibili al 100% perchè molti dei siti “premiati” sono saliti nelle SERP grazie ad azioni di spam selvaggio.

FASE 2: Data mining (filtro risultati)
Nella seconda fase google ha iniziato ad individuare chi a suo avviso avesse fatto il furbo (spammer) ed ha introdotto un nuovo parametro nella funzione per il calcolo del ranking finale, il trustrank. Come google calcoli precisamente il trustrank non lo sa nessuno ma alla fine è un numero e non ci interessa più di tanto, quello che è interessante è sapere se e come può diventare distrust per i nostri siti.

A questo punto c’è da domandarsi: “Quando google decide di penalizzare un sito? Qual’è la logica per cui dovrebbe farlo o meno?”
Secondo me la risposta è più semplice di quanto sembri, non si tratta di matematica, il calcolo di QUANTO possa penalizzarci non è interessante, è interessante invece sapere SE ci penalizzerà o meno.

Per arrivare ad una conclusione logica basta prendere in considerazione due situazioni di esempio, diciamo che negli esempi voi siete il caro Google

SITUAZIONE 1:

  1. Se una persona di cui vi fidate ciecamente vi dice che un negozio vende delle scarpe di marca a 10 euro ci andate in quel negozio?
  2. E se invece ve lo dice una persona di cui vi fidate mediamente?
  3. E se invece ve lo dice una persona del tutto indaffidabile?

Le risposte sono ovvie, la vostra reazione è proporzionata a quanto vi fidiate della persona che vi ha dato la dritta (Nel caso dei siti il Link)
Nel primo caso, andrete nel negozio a prendere le scarpe, idem google. Nel secondo caso ci andrete lo stesso ma guarderete bene il negozio per assicurarvi che non siano false :). Nel terzo caso non andrete nel negozio MA DI CERTO NON PENALIZZERETE IL NEGOZIO ANDANDO IN GIRO A DIRE CHE FA PENA, SAREBBE ASSURDO. Per deduzione logica immagino che Google non sia così folle da penalizzare il sito che riceve un link da uno con distrust. Se Google lo facesse sarebbe semplicissimo penalizzare la concorrenza, basterebbe acquistare link su siti screditati ed indirizzarli ai siti della concorrenza, tutto troppo banale, per me è impossibile, sarebbe un’oscenità per delle menti brillanti come quelle degli ideatori di google.

SITUAZIONE 2:

Consigliate ad una persona un negozio dove vendono scarpe di marca a 10 euro

  1. Il negozio è affidabile e vende veramente scarpe di marca a 10 euro
  2. Il negozio non è affidabile vende scarpe false spacciandole per originali

Nel primo caso ho trasferito la mia fiducia per quel negozio alla persona a cui ho dato il consiglio. Il negozio di scarpe ha guadagnato la fiducia di quella persona (Il sito ha acquisito la fiducia di Google nel caso dei siti)
Nel secondo caso ho consigliato alla persona di andare in un negozio dove si fanno truffe. Ho perso la fiducia della persona a cui ho dato il consiglio sbagliato. Questo a mio avviso è l’unico caso in cui si può ricevere DISTRUST da parte di google, ossia linkando siti di spam o con brutta fama (per google).

Spero che la riflessione un po astratta dal discorso SEO sia stata abbastanza comprensibile.

Conclusione: Il distrust è giusto che ci sia quando siamo noi a fare qualcosa di sbagliato, ossia quando linkiamo risorse che google ritiene distrusted. In tutti gli altri casi non possiamo rispondere delle azioni altrui e credo che Google questo lo sappia bene, non darebbe mai un’arma del genere in mano ai manipolatori di serp

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