Come già ho detto agli amici stretti ed ai pochi SEO con cui sono in contatto, questo sito è finalmente diventato il mio blog personale, prima era la fonte principale di contatti di lavoro e di conseguenza non avevo tutta la libertà per poter fare esperimenti e test vari per capire come funzionino gli algoritmi dei motori di ricerca ma negli ultimi 4 mesi ne ho potuti fare veramente tanti, di seguito vi elenco alcune delle conclusioni emerse dai miei esperimenti SEO.

Fattore SEO principale per il ranking

Io lo chiamo fattore QBR (Quei Bravi Ragazzi), in pratica ho notato che se hai subito una penalizzazione manuale da Google sei marcato come “mezzo appestato”, se ne hai avute due sei un vero e proprio “untore”, lo stato attuale delle SERP è che ai primi posti, in ogni settore di mercato, ci sono o quelli che hanno fatto le porcate per bene senza farsi sgamare o quelli che non hanno fatto assolutamente nulla. Il punto è che le SERP odierne sono una sorta di purgatorio per almeno il 40% dei siti web e prevedo che entro 6 mesi (credo che nel frattempo Google toglierà il freno algoritmico a tanti) salteranno tutte le SERP nuovamente. Per ora vale la regola gli ultimi saranno i primi ma la vedo come una fase transitoria su larga scala.

Transition Rank come arma di distrazione di massa

Ho testato a fondo l’effetto del transition rank perchè mi affascina la furbizia che c’è dietro quest’algoritmo. In pratica ho cambiato, negli ultimi 2 mesi, continuamente TITLE e Description alla home del mio sito web. Per essere precisi ho operato nel seguente modo:

  1. Cambio Title e Description
  2. Appena Google ha mostrato le modifiche l’ho cambiato di nuovo

In pratica ogni volta che lo spider di Google ha letto la mia home l’ho modificata nuovamente per scaturire una reazione da parte dell’algoritmo di transition rank.
Il risultato è stato il seguente:

  1. Posizione di partenza nelle SERP per la keyword “SEO” : 11 posto
  2. Cambio title e description
  3. Google legge le modifiche e mi mette in 15 posizione
  4. Cambio nuovamente title e description
  5. Google legge le modifiche e mi mette in 19 posizione
  6. Cambio nuovamente title e description
  7. Google legge le modifiche e mi mette in 24 posizione
  8. Cambio nuovamente title e description
  9. Google legge le modifiche e mi mette in 35 posizione
  10. Cambio per l’ultima volta title e description
  11. Google legge le modifiche  e mi mette in 42 posizione

Ora direte: “Bravo coglione, invece di riprovare a salire in prima sei andato a finire in 4 pagina!”, beh non potete immaginare quanto valga per me aver potuto provare che un comportamento di Google sia prevedibile, l’esperimento per me ha un gran valore. Ora vedremo di fare anche qualche esperimento per tornare in prima pagina.

Importanza dei contenuti nella SEO

Altra cosa che ho notato è che Google premia molto “gli scribacchini”, si intendo proprio il termine “scribacchino” ossia chi fa un cavolo di lavoro monotono da ufficio e che passi il suo tempo a scrivere, scrivere, scrivere contenuti da quattro soldi.
A Google piace avere in pasto una quantità illimitata di testo, non gli importa cosa sia, lui è un grassone assatanato da fast food e premia chiunque gli dia cibo anche se di dubbia provenienza e scarsa qualità. Vi domanderete perchè dico questo. Vi rispondo subito… Perchè per capirlo ho prodotto contenuti da quattro soldi da scribacchino provetto, ho generato spazzatura che nessuno mangerebbe e Google l’ha ingerita golosamente generandomi guadagni facili.
Ora vengo al punto che più mi infastidisce! Ma dico io, se ho un lavoro online, che ne so… Magari una tipografia online, ma per quale maledetto motivo devo affiancare un blog che parli di tutto quello che cavolo ha fatto Gutenberg se il mio lavoro è stampare biglietti da visita?!?!? Perchè devo investire tempo e denaro per scrivere cavolate che non leggerà nessuno per poter ottenere visite verso il mio sito web?

Ditemi la verità! Se vi siete affidati a qualche SEO, vi ha detto che è fondamentale creare un Blog da affiancare alla vostra attività? Gli avete creduto? Avete fatto il vostro bel blog che non cura nessuno o nel migliore dei casi è curato da qualcuno che scrive anche se non se ne frega un cavolo?

Ma si, tutti avete il blog aziendale, anche se vendete le caciotte sarde, non mentite 🙂
Però ditemi anche un’altra cosa… Fate migliaia di visite con questi blog? Avete ottenuto quello che speravate?
Ve lo dico io… No!!! Al massimo avete fatto un centinaio di visite in più al giorno, la chiave di volta è altrove ma ve lo dirò nel mio prossimo post…

Delocalizzarsi in un mondo localizzato

Google prova a farsi i fatti tuoi in ogni modo, non c’è via di scampo, finchè riesci a scappare e a non farti inquadrare geograficamente allora hai ancora qualche chance per uscire ai primi posti nelle ricerche su “Italia” ma  ti fai inquadrare perfettamente nel tuo contesto geografico sono cavoli, cambia tutto!
Ho provato a “farmi geolocalizzare” ed il risultato è stato che tutti i ranking del sito sono stati “geolocalizzati” ed i ranking globali sono crollati a picco. Ora l’esperimento successivo è “delocalizzare” il mio sito web e farlo diventare nuovamente italiano 🙂 è un vero spasso Google!

Aggiornamento sugli esperimenti SEO di gennaio

Mi ero posto 4 obiettivi, uno personale e 3 legati alla SEO, eccovi gli aggiornamenti.

  1. Guadagnare 3000 euro in AdSense in 3 mesi (li ho guadagnati in 1 mese)
  2. Prendere un cliente di fama nazionale (ho preso il primo sito medico italiano)
  3. Dare il nostro primo corso SEO, ci siamo quasi, le Slide sono finite e l’aula corsi è pronta (Tutto OK 3 Marzo inizia il corso SEO abbiamo i corsisti)
  4. Perdere 13 Kg in 3 mesi… ne ho persi 4, questa è la parte più dura e forse fallirò 🙂 (situazione critica )