Dal 25 Aprile 2012, the Penguin Day, si è instaurato un clima di terrore sul web, tutti hanno paura di linkare o essere linkati. Migliaia sono le email che arrivano a proprietari di siti web, SEO che si occupano di link building, o webmasters in cui si chiede di rimuovere questo o quell’altro link perchè sicuramente saranno la causa di tutti i mali di chi è stato linkato. Io sicuramente sono tra i tanti che non ne possono più di essere contattati per togliere link di cui magari non sapevo neanche l’esistenza, ma vi sarà mai capitato di linkare qualcuno perchè vi interessava quello che aveva scritto? Beh ora quel qualcuno, invece di essere lusingato, ti vede come un ipotetico nemico che ti sta puntando un’arma contro.

E’ proprio quello che voleva Google, cambiare l’immagine del backlink agli occhi dei possibili investitori nel settore SEO e Posizionamento. Oggi il link viene visto come un arma molto potente ma leggermente difettosa, è vero che può darti tanta forza per ottenere gli obiettivi che ti eri prefissato, ma potrebbe tranquillamente esploderti tra le mani arrecandoti un danno enorme. Questa visione è frutto della politica del terrore adottata da Google dal fatidico 25 Aprile ma vi assicuro che non è esattamente come si potrebbe immaginare, i link sono sempre utili, non è cambiato praticamente nulla da prima di Penguin, quello che è cambiato E’IL METODO, la sostanza non cambia, i link aiutano a salire sui motori di ricerca ma bisogna fare attenzione a non far troppo rumore altrimenti Google si rende conto di cosa sta accadendo…

Vi spiego cosa è accaduto, secondo me, prima del 25 Aprile 2012:

  1. Google aveva bisogno di introdurre un nuovo sistema per individuare le attività sospette di link building spinta.
  2. Google aveva anche bisogno di lanciare i propri strumenti nuovi in uno scenario PULITO in cui tutti i siti si trovassero allo stesso punto di partenza
  3. Google necessitava anche di “arrivare dove non poteva” tramite i propri software per evitare che qualcuno sfuggisse al controllo

Cosa ha deciso di fare Google al 25 Aprile:

  1. Azzerare totalmente il valore di link che sono risultati non naturali al 100% (link sitewide, sidebar e footer links)
  2. Penalizzare drasticamente le parole chiave che sono state linkate sempre con la stessa anchor text in quanto segno evidente di link building
  3. Penalizzare a 360° i siti web che sono stati identificati come FONTI DI LINK A PAGAMENTO, quindi quelli con raggruppamenti di 5-10 links sitewide
  4. Far sapere ai proprietari dei siti web che i danni che avrebbero subito sarebbero stati causati dal nuovo aggiornamento di Google, quindi dovevano TEMERLO PER SEMPRE
  5. Far sapere che da quel momento in poi le cose sarebbero cambiate e che era il caso di “COSTITUIRSI” se si era fatto qualcosa contro le regole di Google

Il risultato dell’operazione del 25 Aprile è stato quindi quello di punire chi aveva sicuramente esagerato, far sapere a tutti che dietro c’era Google, far anche sapere che Google non era più stupido come in passato e che da quel giorno in poi le cose sarebbero state cambiate, politica del terrore e minacce di penalizzazione costanti e reiterate da quel momento in poi.

Cosa sta facendo Google da allora:

  1. E’ stato lanciato il nuovo algoritmo di controllo ed arrivano ora delle notifiche mirate di link non naturali
  2. Le penalizzazioni sembrano ora essere meno evidenti, dopo le notifiche di link non naturali non accade quasi nulla
  3. Google sta lavorando in uno scenario decisamente meno “sporco” di prima e quindi è facile individuare chi esagera
  4. Sono stati praticamente “sterilizzati” i siti web che hanno troppi link in uscita ed in ogni singola pagina, ad esempio quelli di comunicati stampa che non servono più a nulla
  5. Google è riuscito ad inculcare nelle menti di tutti che l’anchor text “secca” è pericolosa e quindi sta facendo lavorare il triplo i link builders che credono sia necessario sparare decine di link con anchor varie, lunghe e magari sul brand.

Conclusioni, dal mio punto di vista:

  1. Ho un sito web, posso linkare un sito che mi piace utilizzando l’anchor text secca nel testo?
    Si, puoi fare quello che ti pare e piace, ne hai tutto il diritto e non si viene penalizzati per un link in un articolo. Quello che non puoi fare assolutamente è mettere lo stesso link in tutte le pagine del sito, in qualsiasi posizione, sidebar, footer, o semplice banner. Se proprio vuoi farlo usa il NOFOLLOW.
  2. Voglio posizionare il mio sito per una parola chiave, posso farmi linkare con la keyword secca?
    Decisamente si, ma tieni presente che nel mondo reale, su 10 persone che ti danno un link, 3 useranno la key secca ma altri 7 utilizzeranno qualche variazione ragionevole. Il trucco sta nel non linkarsi sempre allo stesso modo. Molti credono che sia il caso di ABOLIRE la key secca ma non è affatto così, sono proprio quei link a continuare a dare la spinta importante, gli altri 7 sono “di copertura” per evitare di farsi beccare da Google.
  3. Posso acquistare link da un sito web?
    Ovvio che si, Google non fa controlli interbancari, Google parla spesso di link acquistati per disincentivarne la pratica ed impaurire i meno esperti ma non può mai sapere che Pincopallino ha pagato Paperino per avere un articolo con link dal suo Blog. I link che vengono individuati come “acquistati” sono quelli “vecchio stampo”, nelle sidebar, footer e blogroll in genere.
  4. Posso vendere link?
    Idem come nel punto 3. Certo che puoi farlo ma ovviamente scrivendo una recensione, un articolo con contenuti reali e mettendo il link nel testo per rimandare alla pagina che stai recensendo, non c’è nulla di mare, c’è gente che ci vive così.

Concludo utilizzando un termine di cui parla molto Google in questi tempi, i SIGNALS… Google ha molti segnali per individuare attività sospette di link building, è come camminare in una camera con centinaia di campanelli sospesi ad un filo, se li urti Google si sveglia. Quello che bisogna fare è capire quali siano questi SEGNALI che fanno scattare l’allarme di Google.

Di seguito alcuni SIGNAL che avrei utilizzato io se fossi nei panni di Google:

  1. Percentuale troppo alta di link con Anchor text identica su un totale di link ottenuti in un lasso di tempo specifico
  2. Percentuale troppo alta di link su un’unica pagina del sito. I link devono essere distribuiti su tutte le pagine del sito. Deep Link Ratio
  3. Crescita di link troppo veloce rispetto alla media dei tuoi competitor. Se i tuoi competitor hanno 2 nuovi link al giorno e tu ne hai 50, o sei un’authority riconosciuta (siti importanti) o uno spammer 🙂
  4. Link di basso profilo. Social bookmarks su siti quasi sconosciuti (pligg ecc…) sono ormai metodi abusati e possono fare buon filtro su chi fa o non fa cavolate con i link
  5. Link provenienti da siti web diversi ma con un’alta percentuale di duplicazione del testo. Articoli pubblicati con metodologia SPIN
  6. Link provenienti da siti web che presentano link diversi in ogni pagina pubblicata. Siti di comunicati stampa
  7. Link forzati. Ad esempio, un link ad un sito turistico da un sito che parla in tutte le sue pagine di carpenteria. E’anomalo no? Minimo minimo è il sito di tuo fratello 🙂
  8. Link provenienti da pagine in cui vengono linkati svariati argomenti con svariate keyword, è ovvio che si tratti della solita pagina LINK AMICI
  9. Link da pagine con un gran numero di link in uscita e tutti DOFOLLOW
  10. Link su banner dofollow ed in tutte le pagine del sito. Per le affiliazioni e per le pubblicità va usato il NOFOLLOW o Javascript per aprire il link lato client.

Ci sono sicuramente altre decine e decine di SIGNALS a mio avviso, mi farebbe piacere se qualcuno postasse qui, nei commenti, le proprie idee per condividerle, magari le aggiungo qui nel posto dopo la mia lista.