Oggi sul web, su Google plus ed altri canali avrò visto decine e decine di articoli riguardanti la recente scelta definitiva di Google di occultare completamente le informazioni riguardanti le parole chiave di ricerca che portano traffico ai nostri siti web.

Scrivere un ulteriore articolo tecnico sull’argomento sarebbe assolutamente superfluo infatti vorrei focalizzare questo post su un altro aspetto, il comportamento tirannico e spietato di Google nei confronti di categorie intere di aziende e lavoratori che dinanzi ad una scelta così categorica dovranno praticamente reinventarsi un lavoro.

Per chi non avesse letto i tanti articoli di cui parlavo, vi faccio un breve, brevissimo riassunto:

Da oggi, quando andrete a vedere le statistiche di analitycs del vostro sito e entrerete nella sezione riguardante le parole chiave ed i risultati organici, non troverete più la lista di parole chiave con cui siete stati trovati, troverete solo un categorico NON FORNITO (not provided). Tutte le parole chiave che vedrete saranno quelle provienienti da altri motori di ricerca come Bing e Yahoo.

Perchè Google occulta le parole chiave di ricerca?
Partiamo dall’inizio…

Google è diventata la grande potenza economica che è oggi grazie alle pubblicità a pagamento (ADWORDS) che in un primo momento fu inserita in maniera abbastanza sobria sulla destra (di fianco ai risultati di ricerca) poi, prepotentemente, prima dei risultati di ricerca innescando il meccanismo squallido ma solito del “chi ha i soldi viene prima di chi ha del merito”.

Con il passare degli anni sempre più aziende hanno fatto ricorso ad AdWords e con il crescere della concorrenza sono aumentati anche i costi (a causa del meccanismo ad asta) ed ovviamente gli introiti di Google. Per evitare di sborsare ogni mese decine di migliaia di euro a Google le aziende si sono rivolte ai SEO per posizionarsi proprio su quelle parole chiave dove la spesa era insostenibile e dove ci fosse il maggior numero di ricerche e preferibilmente conversioni (passaggio da ricerca->visita->vendita).

Fino all’anno scorso i SEO hanno sottratto, grazie alla propria astuzia e preparazione, milioni di euro alle casse di Google.

Inizia la contraffensiva di Google

  1. Aumento degli spazi pubblicitari AdWords inserendoli anche in alto, prima un solo annuncio, ad oggi anche 3 righe
  2. Riduzione del clickthrough dei risultati organici inserendo le mappe prima dei risultati organici
  3. Occupazione di ulteriori spazi prima dei risultati inserendo Immagini e video
  4. Occupazione di ulteriori spazi inserendo risultati di Google Shopping
  5. Occupazione di ulteriori spazi inserendo “widget specifiche” per vari settori come per lo sport, i voli, gli hotel, tutto sempre e rigorosamente prima dei risultati organici

In pratica tutto quello che merita più click e visibilità o è pagato a Google o è di proprietà di Google

Come si fa ad avere visibilità in SERP così affollate

I SEO/Marketer in genere hanno iniziato a spingere maggiormente con attività collaterali (off-site) come la link building per raggiungere i posti più in alto possibe per avere un numero di click ragionevole e molti ci sono riusciti e ci riescono ancora.

Nonostante tutte le aree occupate da Google nelle SERP è stato stimato che solo il 5% dei visitatori clicca sui contenuti ADWORDS perchè sa bene che si tratta di pubblicità e l’utente è sempre diffidente, si fida di più dei risultati organici puliti.

In conclusione, nonostante tutti i vari tentativi di Google l’organico ha sempre il valore più alto come rendimento quindi Google si è dovuto inventare qualcos’altro.

Penalizzazione da Link in entrata non naturali

Per combattere chi provava ad eludere i costi folli di ADWORDS ricorrendo al posizionamento organico tramite link building Google ha iniziato a realizzare software di controllo per individuare pattern di link costruiti o poco credibili ed ecco che sono scattate le penalizzazioni e quei poveracci che sono stati beccati sono tornati a pagare Google.

Ovviamente nessuno ha interrotto le attività di link building e mai le interromperà, basta capire il gioco e cambiare strategia.
Come poteva Google contrastare l’ingegno di milioni di SEO, SEM, Marketer a 360° ?

Oscuramento dei volumi di ricerca delle Keyword

Prima di tutto Google ha oscurato i volumi di ricerca ESATTI delle parole chiave quindi risulta estremamente complicato decidere le parole chiave su cui puntare. Da tempo Google aveva già iniziato a fare anche un’altra cosa, oscurare le informazioni riguardanti le parole chiave che veicolano traffico ai nostri siti web quando gli utenti (quelli che cercavano su google) avevano effettuato il login. Le visite provenienti da questi utenti venivano indicate come NOT PROVIDED.

100% di not provided a breve

Ebbene si, Google ha completamente oscurato le informazioni riguardanti le parole chiave quindi in teoria non dovreste più capirci niente ed i SEO e gli altri esperti di marketing dovranno fare BLIND MARKETING, praticamente alla cieca.
Questo è quello che vorrebbe Google ma chi è del settore ha già trovato varie alternative per poter contrastare l’ennesimo attacco selvaggio e spietato di Google al nostro settore.

Questa è stata secondo me l’azione più vergognosa della storia di Google, molte piccole aziende si troveranno in grandi difficoltà e molte chiuderanno o cambieranno mission aziendale, gran bella porcata, questa è vera e propria dittatura, per questo motivo sto lanciando una petizione, una cosa seria e spero che venga presa a cuore da tutti quelli del settore.

Ricordate quando navigando siti web vi compariva il popup “Non usare internet explorer, usa Firefox o Chrome o Safari?” beh vorrei proporre la stessa cosa sui nostri siti.
“Sei arrivato qui tramite Google? La prossima volta usa Bing o Yahoo perchè Google non mi dice perchè sei arrivato qui”

Questo è un piccolo post sfogo 🙂 Sorry