Posizionamento nei motori

SEO – La scelta del nome a Dominio

17 luglio 2010

Tra i SEO è ormai risaputo, e l’avevo già anticipato molto ma molto tempo fa, che il fattore principale per il posizionamento su una determinata parola chiave è la presenza della stessa all’interno del nome a dominio, molto meglio se il nome del dominio inizia con la parola chiave.  Avevo notato questa scelta di google circa 10 mesi fa quando google ha iniziato a testare il funzionamento di caffeine ed anche se all’inizio ero un po perplesso per la decisione, poi non ho potuto che essere d’accordo con la loro scelta (ovviamente per quello che conta…)
Anche se la SEO può sembrare un’arte oscura è invece di quanto più semplice e facile da comprendere, tutto quello che bisogna fare è provare a mettersi nei panni di google e “simulare” le possibili scelte fatte dai suoi progettisti e sopratutto accettare il fatto che un motore di ricerca, anche se si tratta di un software che gira sulla rete, deve comportarsi in maniera quanto più naturale possibile, deve basarsi su concetti della vita di tutti i giorni, deve essere vicino al modo di pensare di ogni essere umano.

Facciamo un esempio della vita reale e rapportiamolo ai motori di ricerca e nello specifico al concetto dei nomi a dominio per quanto riguarda il discorso SEO.

Esempio:
 Sto passegiando per strada su un lungo corso, chiamiamolo Via Roma,  ricco di negozi, quello che li distingue univocamente è l’insegna che vedo sopra l’ingresso. Passeggiando trovo numerosi BAR, qualche salumeria, due tabaccai ed un negozio che ha scritto sull’insegna “CIOCCOLATA”.
  
Il giorno dopo un amico mi chiama al telefono e mi chiede:
“Ciao Ivano, sono a Via Roma, sai dove posso comprare della cioccolata per la mia fidanzata?”
La mia risposta è scontata:
“Ciao Stefano, a metà del corso c’è un negozio che la vende. Sull’insegna c’è scritto CIOCCOLATA”.

La mia risposta non esclude tutti gli altri che vendono cioccolata come ad esempio i tanti bar, tabaccai e qualche salumeria che potrebbe averla, ma ha inquadrato sicuramente al primo posto il negozio con l’insegna più esplicita.

Ecco perchè ritengo che sia abbastanza ovvio che google premi i siti web che hanno la parola chiave nel nome a dominio, “l’insegna del sito web”.
Sfortunatamente questa scelta di google ha fortemente penalizzato il mio sito web dato che parlo di SEO ma il nome a dominio è composto dal mio Nome e Cognome, ma sinceramente mi interessa poco, preferisco prendere il meglio da quello che mi è accaduto, ossia la possibilità di capirci ancora una volta qualcosina in più.

Per ovviare al problema derivante dal mio nome a dominio, ho fatto un esperimento utilizzando un dominio di terzo livello, SEO.IVANODIBIASI.COM ma sinceramente non è cambiato nulla, quello che fa la differenza è il nome a dominio e basta, quindi IVANODIBIASI.COM
I domini di terzo livello servono solo in alcuni casi, sopratutto per siti web che trattano moltissimi argomenti e preferiscono mantenere il dominio principale tematizzato su un tema specifico ed i terzi livelli specializzati su altri argomenti a volte scarsamente correlati.

Fortunatamente un sito web che vive di una sola keyword è un sito destinato a finire, la long tail è l’unica strada per avere un sito web che vi garantisca stabilità nel tempo. Immaginate di avere un sito web che conta 4000 visitatori unici giornalieri derivanti da una singola keyword, se andate in seconda pagina scenderete in un istante a ZERO come un sito nato praticamente 5 minuti fa.

Consiglio finale sui nomi a dominio:
Non impazziteci, è ovvio che se se registrate un dominio tipo bed-and-breakfast.com o hotel-rimini.com andrete in prima pagina ma solo in pochissimi casi questo farà la differenza. Quello che conta è avere un sito di qualità, un sito “degno di essere in prima pagina”, un sito che dia informazioni valide e ricercate. Quindi concentratevi sui contenuti e non sul nome del sito web. Pensate a sito web come MSN, YOOX, OVO, GOOGLE, WIKIPEDIA, tutti siti web conosciuti e che se ne sono fregati altamente di quella povera, unica e sola parola chiave da avere nella top 10 dei motori di ricerca. Se però siete tanto ma tanto fortunati da trovare un dominio come hotel.com allora avrete sicuramente successo, potrete ottenere posizioni di rilievo per parole chiave tipo “ hotel+qualsiasi citta”, idem per domini che compongono la prima parte di innumerevoli keywords composte come “hotel napoli”,”hotel roma” ecc…

GrandiHotel.it indicizzazione da record

5 luglio 2010

Da circa una settimana abbiamo pubblicato il nostro primo portale turistico, www.grandihotel.it ed in meno di sette giorni sono già state indicizzate 7240 pagine.

Svariate keywords sono già in prima pagina ma ovviamente si tratta di parole chiave minori dove la competizione è veramente molto bassa. In questa settimana, grazie a varie tecniche di marketing abbiamo ottenuto 450 strutture iscritte tra hotel, bed and breakfast, villaggi turistici e casa vacanze. L’obiettivo del nostro portale turistico è di raggiungere la prima pagina di google per quante più keyword possibile entro marzo 2011 in modo da poter offrire agli albergatori uno strumento economico e sicuro per aumentare le prenotazioni. Grandihotel.it è un progetto ambizioso e nasce su piattaforma wordpress, ovviamente con un template super ottimizzato e che va a modificare radicalmente il funzionamento standard di wordpress. In aggiunta abbiamo realizzato la parte amministrativa (per le strutture ricettive) in Microsoft.net riuscendo ad ovviare ai limiti imposti da wordpress. Un aspetto interessate del nostro progetto è l’integrazione con un precedente studio da me effettuato l’anno scorso, ossia un archivio geografico dei punti di interesse. Grazie all’archivio e ad alcune stored procedure per ricercare i POI (points of interest) vicini ad una determinata struttura, grandihotel può offrire al visitatore un servizio davvero unico, ossia quello di sapere cosa c’è nei dintorni di un hotel prima di effettuare la prenotazione. Non si rischierà più di finire nel bel mezzo del nulla. Ritengo che grandihotel sia veramente un gioiellino ed il fatto di averlo realizzato su una base wordpress è veramente interessante, non pensavo che potessimo ottenere risultati del genere con una piattaforma per blog.

Nei prossimi mesi incollerò i risultati ottenuti con www.grandihotel.it sperando di riuscire a fare per un nostro progetto quello che generalmente facciamo per i clienti.

Keyword Prestiti in prima pagina

2 giugno 2010

E’ da tanto tempo che non riesco a scrivere sul mio blog . Il lavoro è tanto ed il tempo per scrivere diminuisce sempre di più ma ciò non vuol dire che sia tutto fermo… si continua a fare ricerca per scoprire qualche nuovo trucco SEO che funzioni veramente e devo dire che qualcosa di molto interessante l’abbiamo trovata ;)
Queste settimana siamo entrati in prima pagina con la keyword “prestiti” dopo soli 3 mesi di lavoro, un risultato veramente eccezionale con un investimento ragionevole seguendo alla lettera quelle che sono le nostre nuove intuizioni sui parametri presi in considerazione da Google.
Con lo stesso criterio stiamo trattando altri siti avendo un discreto successo ma in alcuni settori, come nel turismo, sarebbe necessario un investimento più sostanzioso vista la forza ed il budget investito dai competitors.
Questo mese, visti gli ottimi risultati per il settore finanziario (notoriamente tra i più difficili in assoluto), abbiamo deciso di verticalizzare le nostre attività SEO lavorando a tempo pieno su progetti interni nel settore turistico.
Tra qualche giorno lanceremo il nostro portale turistico interamente realizzato con Wordpress. Potrà sembrare una follia ma wordpress è uno strumento estremamente veloce, facile e flessibile per poter realizzare praticamente qualsiasi tipo di portale o CMS senza alcuna limitazione e maniacalmente ottimizzato per i motori di ricerca.
Speriamo vivamente di ottenere risultati di posizionamento entro i prossimi 10 mesi, siamo realisti, anche se sarebbe meraviglioso saltare in prima pagina nei tempi impiegati per la key “prestiti”.
Per ora godiamoci il risultato della key prestiti, e vediamo come procede nel settore turistico.
Da tempo do molta importanza ai TESTI, non solo a cavolate come la keyword density ma sopratutto a COME combinare le keywords nei testi e QUALI keywords correlate inserire nei contenuti, con il software che ho realizzato riesco a produrre un testo che piacerà a google al 100% (matematicamente provato) ed ho quindi la possibilità di valorizzare al massimo il lavoro di link building evitando di far lavorare a vuoto i miei collaboratori.
Se avete bisogno di una consulenza sulla qualità dei testi delle vostre pagine contattatemi sarò lieto di dirvi “cosa ne pensa” il mio analizzatore semantico.

Link Building e link stranieri

2 marzo 2010

Per tutto il 2009 ho sfruttato moltissimo i links da siti stranieri per posizionare parole chiave in lingua inglese come “hotel” o “bed and breakfast” o “seo”, tutte parole che in italiano venivano utilizzate allo stesso modo dei siti web stranieri. Con la keyword Hotel ero riuscito a raggiungere la terza posizione su google.it nonostante i links provenissero tutti da siti web in lingua inglese e con Hotel erano salite tutte le keywords composite come Hotel+località e varie.
A gennaio con l’aggiornamento dell’algoritmo di Google qualcosa è cambiato, c’è voluto un po di tempo per capire cosa fosse successo ma alla fine ci sono arrivato. Google ha geolocalizzato anche i links in entrata per i siti web. In pratica se 100 siti australiani linkano il nostro sito web italiano allora acquisirà popolarità in Australia per la rispettiva versione di google ma i links in entrata non influenzeranno neanche minimamente il posizionamento su google.it.
Sostanzialmente , un anno intero di strategia di link building buttato praticamente nel WC :) Fortunatamente per tutti i miei clienti ho variato la provenienza dei links quindi il danno è stato abbastanza gestibile.

Di seguito un elenco di info interessanti per la link building del 2010:

  1. I link stranieri aiutano a posizionarsi nell’ambito di appartenenza dei siti che ci linkano. Se il sito che ci linka è brasiliano ci posizioneremo su google.co.br ma non avremo giovamenti su google.it
  2. Se offriamo ul link da tutte le pagine del nostro sito (es.: nel footer o nella sidebar)  stiamo dicendo ai motori di ricerca che stiamo linkando un sito di nostra proprietà oppure si tratta di un link a pagamento. I link regolari risiedono su una sola pagina del sito e non sitewide, nessuno offre link sitewide avendo nulla in cambio.
  3. Se tutti i link in entrata puntano ad un’unica pagina del sito è ovvio che stiamo facendo link building (ed anche male) ed i motori di ricerca lo capiscono facilmente. Un sito è interessante se sono interessanti tutte le pagine, quindi se i links in entrata sono “spalmati” per tutte le pagine del sito e con keywords diverse.
  4. Il pagerank non serve a nulla anche se ormai c’è l’ossessione del PR più alto per lo scambio link, si fa a gara a chi ce l’ha più grande :P Un buon link non deve provenire da una pagina con PR alto ma da una pagina con un contenuto FORTEMENTE a TEMA su un sito FORTEMENTE a TEMA, il PR non serve a nulla, ho siti che contano 24.o00 visitatori unici giornalieri con PR ZERO e sono posizionati al primo posto con migliaia di keywords.
  5. L’importanza del social bookmarking. Ponetevi una domanda: “Quanto vale un link in una pagina con decine e decine di links, tutti off topic e senza alcun testo per tematizzare la pagina?”
  6. Create contenuti che invitino ad offrirvi un link piuttosto che mendicarli in giro sul web
  7. Se il punto 6 non è applicabile perchè i vostri contenuti non sono interessanti, acquistate una recensione su siti web come www.textmarket.it , otterrete un link a tema in un articolo a tema.
  8. Usate il pay per click per diffondere contenuti da link baiting, costa poco e si ottengono bei risultati.

Ci sono tanti modi per ottenere links, il modo più veloce e sicuro è quello di offrire più di quello che si chiede in cambio ma dovete aver bisogno di buoni links a tema da scambiare. Io generalmente offro un banner + 2 directory in cambio di un link a tema, il PR non mi interessa, va bene anche un PR ZERO, so di andare contro tendenza ma i risultati li vedo, quindi vado sul sicuro :)

Keyword Density Ottimale

16 febbraio 2010

La Keyword Density è uno degli argomenti più abusati nell’ambiente SEO. Sulla Keyword Density se ne sentono veramente troppe, tante da spingermi a scrivere un post su questo argomento (a mio avviso) completamente inutile ed incontrollabile se non con metodi matematici da applicare in contesti specifici di ricerca.

Di seguito vi elenco una serie di leggende metropolitane sulla Keyword Density:

  • Qualcuno dice che la keyword density deve essere compresa tra l’ 1,5% ed il 5%
    secondo me è una gran cavolata. Ci sono ricerche specifiche dove i primi 10 siti hanno una keyword density del 10%
  • Altri dicono che la keyword density deve essere più alta del sito che si trova primo.
    Altra cavolata, questo porta solo allo spam ed alla creazione di testi illeggibili
  • Ancora altri dicono che la keyword density del Title di una pagina deve avere percentuali prestabilite
    Anche questa è una cavolata. Dipende sempre dal contesto della ricerca e dal tema di cui si parla.
  • Ancora altri dicono che la keyword density della Description deve avere percentuali prestabilite.
    Come per il title è una vera banalità.

Molti affermano cose del genere perchè non hanno neanche lontanamente idea di quello che ci sia dietro ad un motore di ricerca. Secondo me è veramente offensivo pensare che Google, un’azienda tra le prime al mondo, possa utilizzare algoritmi così stupidi e prevedibili, c’è ben altro alle spalle del grande colosso. Comprendere cosa c’è dietro Google non è alla portata di alcun SEO ma il concetto di Keyword Density, se visto nel modo giusto può essere di grandissimo aiuto.

In questi giorni ho pensato molto a questo argomento e sono giunto a delle conclusioni molto interessanti secondo me.
La densità di parole chiave non ha assolutamente senso se non dopo aver preso in considerazione altri aspetti fondamentali di una pagina web.

La mia idea è la seguente:

  • Analizzare i primi 10 siti per una determinata ricerca
  • Applicare un algoritmo di analisi semantica per identificare gli argomenti trattati. Gli argomenti li trovo automaticamente senza indicare alcuna keyword.
  • Per ogni argomento trattato (keyword) calcolo la keyword density (per ogni sito)
  • Calcolo la keyword density media dei 10 siti web
  • Calcolo la keyword density media pesata dei 10 siti web
  • Rappresento tutto graficamente con un grafico lineare

Di seguito un grafico di esempio dal mio software SEOMax

keyword density

Sulla destra ci sono i “temi” o “argomenti” trattati dai siti web e vengono individuati automaticamente dal mio algoritmo LSI (fatto in casa) e nel grafico vediamo in verde la linea delle KD ottimali mentre in viola la linea di un sito web che si trova in 30 posizione. In arancione c’è l’area creata da tutte le KD minime e massime per ogni keyword e rappresenta l’area in cui deve trovarsi la linea delle Keword Density.

Ho realizzato questo software ed ho notato che tutti i siti web che si allontanano dalle linee ottimali sono fuori dalla prima pagina, sopratutto quelli che escono con dei punti dall’area delle keyword density.
Ho usato questo metodo perchè non credo di poter comprendere cosa faccia Google con il suo algoritmo, ma posso capire “perchè” alcuni siti web piacciono più di altri.
Grazie all’utilizzo del mio software per la keyword density ho portato in prima pagina due keywords su cui stavo lavorando da mesi senza risultati.
La keyword density è importante ma ricordate, non è importante solo quante volte si utilizzano le parole, è fondamentale scoprire “come usarle”.

Come essere primi nei motori di ricerca

27 gennaio 2010

Raggiungere i primi posti nei motori di ricerca non è sempre un lavoro difficle. Ci sono molti settori di nicchia su internet estremamente fortunati dove raggiungere le prime posizioni con i propri siti è semplicissimo e le parole chiave convertono molto bene. Nel 2009 ho portato ai primi posti su google delle parole chiave di ricerca veramente assurde ed i clienti mi hanno confermato che la propria attività è cambiata radicalmente proprio grazie ai contatti ottenuti sui siti dalle ricerche. Il lavoro per portare queste keyword ai primi posti è stato veramente semplice. In alcuni casi per il posizionamento è bastato apportare le banalissime ottimizzazioni onpage come Title, Description ed una banale attività di ottimizzazione dei testi e le parole chiave sono saltate immediatamente ai primi posti su google, bing e yahoo.

Se fate business in un settore di nicchia basterà seguire queste poche e semplici regole per arrivare primi nei motori ed ottenere un buon posizionamento senza chiedere alcuna consulenza seo, basterà un po di buona volontà ed un minimo di esperienza in HTML o ad utilizzare il CMS del vostro sito web.

Linee guida per ottimizzare una pagina web:

  1. Dare un indirizzo autoesplicativo alla pagina (molti amano chiamarli URL parlanti)
    Ad esempio, se parlate di ottimizzazione seo, utilizzate un indirizzo che contenga la parola chiave ma che non sia composto solo ed esclusivamente da essa, esistono migliaia di pagine che contengono solo la keyword ed i motori vogliono “contenuti originali” quindi suppongo anche “url originali”. Nel nostro caso potrebbe essere qualcosa come “regole-per-una-buona-ottimizzazione-seo.htm”
  2. Utilizzare il TAG Title in maniera naturale. Anche in questo caso evitate di mettere solo la keyword nel title. Scrivete esattamente cosa c’è nella pagina utilizzando la keyword di vostro interesse almeno una volta.
  3. Scrivete nel META Description una descrizione della pagina che contenga almeno una volta la keyword che vi interessa. Evitate di riempire la description con decine di keywords, tematizzate il testo solo su quella SCELTA per la pagina.
  4. Per quanto riguarda il testo non esiste alcuna regola. Si parla spesso di keyword density e cavolate varie.  Il segreto per essere primi nei motori è creare contenuti di qualità. Scrivete in maniera naturale, non pensate alla keyword ma al contenuto della pagina. Utilizzate la keyword poche volte, quando è possibile farlo, non sono necessarie forzature di alcun tipo.

Per essere primi sui motori con parole chiave  in nicchie di mercato poco competitive richiede solo queste piccole attenzioni quando si creano le pagine web del sito, tutto qui, nulla di magico o di improponibile, è semplice anche per i meno esperti.

Un piccolo consiglio di carattere generale è quello di non puntare su una sola keyword ma di scrivere tanti contenuti mirati a parole chiave diverse, anche poco ricercate. E’ meglio essere al primo posto su google con una keyword che genera 100 contatti al giorno piuttosto che essere al decimo posto con una keyword che ne genera 4000.